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Bando Asse 5

  • 1. Chi può presentare domanda di partecipazione al bando?
  • Il bando individua come potenziali beneficiari delle agevolazioni Province, Comuni, Comunità Montane ed Unioni di Comuni.

  • 2. Chi può svolgere il ruolo di capofila all’interno del partenariato?
  • Il ruolo di Capofila deve essere svolto da uno dei beneficiari proponenti.

  • 3. Come viene individuato il capofila?
  • Con protocollo d’intesa, accordo di partenariato, convenzione o altra forma negoziale idonea gli enti dichiarano di aderire al costituendo partenariato progettuale e designano al loro interno il capofila, conferendogli delega alla presentazione della domanda di partecipazione al bando. Ogni singolo partner deve assumere già in questa sede l’impegno a garantire la copertura finanziaria della quota parte di competenza non coperta da contributo pubblico in caso di ammissione del progetto integrato a finanziamento.

  • 4. Dopo l’ammissione a finanziamento del progetto integrato come vengono disciplinati i rapporti all’interno del partenariato?
  • I rapporti di partenariato dovranno essere disciplinati tramite una convenzione/protocollo che regoli in maniera stringente le relazioni partner/capofila.

  • 5. Esiste un modello unico per la gestione interna dei partenariati (chi fa cosa, attribuzione delle responsabilità, etc.)?
  • No. In considerazione dei diversi stadi di maturità e integrazione dei partenariati riscontrati sul territorio, l’Autorità di Gestione ritiene opportuno consentire ai singoli gruppi progettuali di definire il modello di gestione più confacente alle proprie esigenze, a seconda dei diversi livelli di accentramento/delega delle funzioni ai singoli componenti. Indipendentemente dalle modalità gestionali prescelte, il capofila di ciascun partenariato è tenuto ad operare nel rispetto della convenzione sottoscritta con la Regione e della convenzione/protocollo firmato con i partner di progetto.

  • 6. Come vengono disciplinati i rapporti tra il capofila e la Regione?
  • La disciplina dei rapporti tra il capofila e la Regione è demandata ad una specifica convenzione che verrà sottoscritta dopo l’eventuale concessione del finanziamento. Particolare attenzione verrà riservata al puntuale rispetto della tempistica prevista dai cronogrammi ed ai profili del monitoraggio e della rendicontazione della spesa. Il capofila dovrà fungere da interfaccia unica con la Regione in relazione al progetto integrato proposto. Resta ferma, tuttavia, la responsabilità dei singoli beneficiari in ordine alla corretta esecuzione degli interventi.

  • 7. I capofila possono disporre di risorse aggiuntive per la gestione del partenariato?
  • Per gli oneri tecnico-gestionali relativi alle attività di coordinamento del progetto integrato non sono riconosciute poste finanziarie aggiuntive. Il capofila dovrà farvi fronte nell’ambito del limite percentuale delle spese tecniche e generali riconosciute ammissibili.

  • 8. Qual è la data iniziale di ammissibilità delle spese?
  • Sono ammissibili e dunque rendicontabili alla Commissione Europea le spese effettivamente sostenute dai beneficiari successivamente alla data dal 1° gennaio 2007 in relazione ad interventi (operazioni) che, prima di quella data, non siano stati ultimati.

  • 9. Esiste una normativa nazionale di riferimento sulla ammissibilità delle spese per i programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007/2013?
  • Sì, è il DPR 3 ottobre 2008, n.196, pubblicato sulla G.U. del 19 dicembre 2008, con cui è stato adottato il Regolamento di disciplina delle norme sull’ammissibilità delle spese previsto dall’art. 56, paragrafo 4, del Regolamento (CE) n. 1083/2006.

  • 10. Sono ammissibili le spese per la realizzazione di piste ciclabili?
  • In linea generale le piste ciclabili non rientrano tra le spese ammissibili, a meno che non siano inserite in un più ampio intervento di valorizzazione e non rappresentino che una percentuale minima dei costi di realizzazione dell’intervento medesimo.

  • 11. Sono ammissibili le spese per la realizzazione di strutture ricettive?
  • In linea generale le strutture ricettive non sono finanziabili dall’Asse V del POR FESR. Ove l’operazione proposta riguardi il recupero di un particolare complesso architettonico, le spese per la risistemazione dell’immobile sono ammissibili; quelle relative all’acquisto di arredi, attrezzature, allestimenti lo sono solo se strettamente funzionali all’operazione.

  • 12. Sono ammissibili le spese per la realizzazione di analisi e studi?
  • Lo sono, nel quadro delle spese tecniche, se analisi e studi sono propedeutici alla realizzazione del progetto.

  • 13. Sono ammissibili ed in che percentuale le spese di progettazione?
  • Le spese tecniche relative alla progettazione, purché strettamente connesse all’operazione, sono ammissibili entro un ragionevole limite del costo totale ammissibile dell’operazione medesima. In sede di riscontro dei requisiti di ammissibilità la Regione potrà richiedere verifiche agli ordini competenti.

  • 14. Per la realizzazione dell’investimento è sufficiente la disponibilità del bene?
  • I beni su cui ricade l’investimento devono essere, di norma, di proprietà dei beneficiari. Ove non lo siano, ne è consentito l’acquisto con un riconoscimento di spesa nei limiti fissati dalla normativa comunitaria e nazionale (cfr. DPR n. 196/2008). Se non sono di proprietà o non sia possibile l’acquisto è richiesta comunque la piena disponibilità, che consenta l’attuazione dell’opera pubblica, per una durata almeno ventennale o comunque tale da garantire il rispetto del principio della stabilità delle operazioni, ricorrendo alle forme negoziali previste dalla normativa vigente. Il prerequisito della proprietà o disponibilità deve essere debitamente attestato in sede di presentazione della domanda di finanziamento, allegando ogni autorizzazione, concessione, permesso, etc. necessari all’esecuzione dell’opera.

  • 15. E’ richiesto un limite minimo per la realizzazione dell’investimento?
  • Per le attività di valorizzazione ambientale e culturale è previsto, quale requisito di ammissibilità e criterio di demarcazione rispetto al FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale) un costo totale della singola operazione superiore ai 150.000,00 euro. Operazioni con un costo totale inferiore alla soglia come sopra fissata possono, pertanto, essere eventualmente candidate sul PSR (Piano di Sviluppo Rurale).

  • 16. La soglia minima dei 150.000,00 euro prevista, quale requisito di ammissibilità, per le attività di valorizzazione ambientale e culturale, può essere raggiunta con investimenti distinti, proposti da più beneficiari, ma integrati tra loro?
  • Sì, a condizione che sia data evidenza al fatto che i diversi investimenti proposti siano effettivamente caratterizzati da continuità fisica e funzionale e possano, pertanto, essere ricondotti ad un’unica operazione. In tal caso dovrà pertanto essere compilata un’unica scheda operazione (cfr. allegato 1.2 del bando).

  • 17. Gli interventi di marketing e promozione territoriale sono ammissibili?
  • Non in questo bando. Le relative azioni verranno attivate da altra struttura regionale secondo le procedure di attuazione fissate dal MAPO (il documento di attuazione del POR FESR).

  • 18. E’ previsto un livello minimo di progettazione?
  • Non è richiesto un livello minimo di progettazione anche se verrà data priorità, in sede di valutazione, agli stadi più avanzati di cantierabilità. E’ quindi opportuno che venga attentamente valutata la tempistica per l’adempimento di tutti i passaggi procedurali necessari alla definizione della progettazione di tutte le operazioni in cui si articola il progetto integrato.

  • 19. In relazione agli elaborati progettuali da allegare alla domanda di partecipazione per gli interventi ad uno stadio di progettazione esecutiva occorre allegare tutto il progetto esecutivo oppure sono sufficienti le relazioni e una tavola di inquadramento generale o ancora più semplicemente la determinazione di approvazione del progetto esecutivo che contiene l'elenco degli elaborati progettuali?
  • E’ sufficiente presentare la documentazione che consenta di riconoscere le caratteristiche essenziali e qualificanti del progetto, unitamente all’elenco degli atti e dei documenti costituenti il progetto stesso. In ogni caso vanno indicati gli atti di formale approvazione. La documentazione completa del progetto dovrà essere messa a disposizione per la valutazione nel caso di richiesta.

  • 20. Cosa si intende per “divieto di doppio aiuto”?
  • L’art. 2, comma 4, del DPR n. 196/2008 recita che “non sono ammissibili le spese relative ad un bene rispetto al quale il beneficiario abbia già fruito, per le stesse spese, di una misura di sostegno finanziario nazionale o comunitario”. Si ritiene di poter interpretare il disposto nel senso che non sia possibile finanziarie, con il POR, operazioni già interamente finanziate con risorse statali e/o regionali. Diversamente, è ammessibile il co-finanziamento a valere sul POR (ovvero il finanziamento, attraverso il POR, della quota parte non finanziata con altre risorse pubbliche) di operazioni co-finanziate (ovvero finanziate parzialmente) con risorse statali e/o regionali, sempre che la fonte da cui proviene il co-finanziamento statale e/o regionale non preveda espressamente il divieto di cumulabilità e le stesse spese non abbiano fruito di un contributo da parte di altre fonti di co-finanziamento statale, regionale, comunitario (divieto di doppia rendicontazione).

  • 21. Il divieto di doppio aiuto si riferisce anche a contributi in conto interesse per mutui e investimenti di altri enti locali come la legge regionale n. 46/92? Più precisamente, è possibile che il beneficiario copra la sua parte di cofinanziamento attraverso un mutuo richiesto alla Cassa DD.PP. sul quale la Regione, ai sensi della L.R.46/92 art.8 ha concesso un contributo del 3 % sulla quota interessi?
  • v. risposta precedente.

  • 22. E’ammissibile che un beneficiario deleghi ad altro soggetto (es. ente parco, consorzio) la realizzazione dell’operazione proposta?
  • In linea generale il beneficiario del contributo deve essere anche soggetto attuatore dell’operazione. L’eventuale delega della realizzazione dell’investimento a soggetto diverso dal beneficiario può ammettersi a condizione che sia rispettata la regola secondo cui le spese da rendicontare alla Commissione Europea devono essere effettivamente sostenute dal beneficiario. Quest’ultimo, pertanto, dovrà essere intestatario dei documenti giustificativi di spesa.

  • 23. Il programma d'azioni unitario dell'Unione Comuni XXXX si compone di sette interventi che definiranno un nuovo itinerario naturale-culturale di percorrenza del territorio. Questi interventi inseriti in sette aree diverse di competenza dei comuni dell'Unione sono stati descritti nella sezione 2.3 Fattibilità Tecnico-Amministrativa. Si è attualmente organizzata questa sezione con la descrizione sia dell'intervento unitario con il relativo quadro economico preliminare che delle singole azioni che lo compongono con i relativi quadri economici. Chiaramente il sunto di ogni intervento non consente comunque di dare un quadro completo delle informazioni tecniche. Perciò si chiede se è più opportuno descrivere nella sezione 2.3 esclusivamente il Programma d'azioni unitario per poi rimandare l'analisi delle specifiche tecniche dei sette interventi con i relativi quadri economici preliminari agli elaborati contenuti nel progetto preliminare che verrà allegato alla scheda.
  • Sì, se la soluzione prospettata è ritenuta funzionale ad una migliore comprensione del quadro informativo proposto.

  • 24. Il modello di gestione ipotizzato dall'Unione XXXX non fa riferimento esclusivamente al Programma d'azioni finanziabile con l'Asse 5 ma tiene conto della possibilità di migliorare complessivamente la gestione dei servizi turistici nel territorio di competenza. Tali considerazioni, che nascono da volontà espresse dai Sindaci dei comuni associati, vanno definite in maniera preliminare all'interno di un documento programmatico o con un atto di giunta da allegare alla scheda?
  • Trattandosi di un modello di gestione si ipotizza sia un orientamento programmatico e non un impegno vincolante: la descrizione del modello nel documento programmatico e la sottoscrizione del progetto da parte dei partecipanti costituisce impegno a quel modello di gestione. L’atto di giunta o di altro organo che approva la partecipazione al progetto sancisce l’impegno dell’Ente.

  • 25. Considerato che gli interventi condotti dall'Unione XXXX rappresentano completamenti funzionali di aree verdi già esistenti, l'analisi finanziaria condotta tiene conto anche dei rientri non tariffari di strutture già esistenti come nel caso del Comune di XXYY ove il chiosco-pizzeria sito nel parco pubblico genera un rientro annuo pari a € 10.000,00. Si considera corretta tale valutazione? La convenzione che esiste tra il Comune e i privati che gestiscono la struttura deve essere allegata alla scheda al fine di supportare quanto dichiarato?
  • Nel caso di completamenti funzionali è possibile eseguire un’analisi finanziaria riferita all’intero complesso funzionante di cui si prevede il completamento; in questo caso potranno essere portati in conto tutti i costi e tutti i ricavi , così come tutte le fonti e gli impieghi afferenti, in una logica unitaria.
  • Nel caso di completamento di un progetto in parte preesistente il riferimento finanziario dei rientri non tariffari deve essere inteso in senso aggiuntivo ed ulteriore: non è dunque possibile a fronte di un progetto aggiuntivo ricomprendere valori riferiti ad una parte preesistente. Il supporto documentale non è strettamente necessario essendo vincolanti ed impegnative le dichiarazioni del proponente.

  • 26. Il Responsabile del procedimento dell'Unione di Comuni XXXX è stato nominato con Decreto del Presidente, tra i tecnici dipendenti dei comuni associati. Tale atto va allegato alla scheda?
  • Può anche non essere allegato.

  • 27. Per il partenariato pubblico-privato si prevede la stipula futura di apposite convenzioni con le Pro Loco locali o le associazioni territoriali che promuovono le tradizioni, la cultura e così via. Tali atti non possono essere allegati in questa fase preliminare della progettazione ma vanno comunque elaborati e allegati come schemi indicativi al fine di far comprendere il modello organizzativo della gestione turistica che si vuole perseguire?
  • Il supporto documentale non è strettamente necessario essendo vincolanti ed impegnative le dichiarazioni del proponente.
  • E’ invece indispensabile ogni informazione e dato, anche grafico, utile alla descrizione ed alla comprensione dell’assetto organizzativo dell’intera iniziativa, compreso il modello gestionale.
  • E’ sufficiente presentare la documentazione che consenta di riconoscere le caratteristiche essenziali e qualificanti il progetto unitamente all’elenco degli atti e dei documenti costituenti il progetto stesso. In ogni caso vanno indicati gli atti di formale approvazione. La documentazione completa del progetto dovrà essere messa a disposizione per la valutazione nel caso di richiesta.

  • 28. Per quanto riguarda la Tab. 2 della sezione finanziaria relativa ai costi di gestione, gli interessi sui mutui sono da riferire sia all'importo dei lavori che verrà sostenuto per la realizzazione dei lavori che ad eventuali investimenti relativi all'organizzazione interna della gestione?
  • Le cifre esposte nella tabella debbono tenere conto di tutti gli impegni finanziari così come di tutti gli oneri previsti per l’intero ciclo di vita (realizzazione e gestione) dell’iniziativa.

  • 29. I progetti devono essere inseriti nella programmazione finanziaria dell’ente per ottenere n. 3 punti sui criteri di valutazione: ciò significa che devono essere inseriti nel piano delle opere pubbliche e nel bilancio o è sufficiente che siano inseriti nel piano oo.pp, visto che il bilancio ha avuto una proroga nell’approvazione?
  • La quota a carico del beneficiario deve essere coperta da finanziamento e quindi deve essere inserita nel bilancio dell’ente.

  • 30. Come documentare l’esistenza di eventuali contributi da parte dei privati?
  • Qualsiasi documentazione a supporto e a completamento del set di “…sufficienti informazioni…” richiesto dal punto 2.8 del Bando (pag. 71). La documentazione dei contributi dei privati deve essere impegnativa per i privati stessi, quindi fare riferimento al progetto e riportare l’importo previsto.

  • 31. Nel caso di realizzazione di un parcheggio interrato e sistemazione dell’area retrostante un auditorium, il ricavato della vendita di parte dei box realizzati può considerarsi come contributo da parte dei privati?
  • No, in quanto trattasi di rientri (od entrate) non tariffari. Il caso specifico si configura come Progetto generatore di entrate: il ricavato delle vendite va inserito in Tab. 3 voce 2, pag 53.

  • 32. L’IVA recuperabile è considerata quella scaricabile dal soggetto proponente in quale arco temporale? Negli anni considerati per la fase di realizzazione?
  • L’IVA recuperabile è quella detraibile da parte del Beneficiario, indipendente dal periodo di riferimento.

  • 33. I costi di gestione possono essere ipotizzati per un arco temporale di meno di 20 anni? Cioè per gli anni di realizzazione (nella fattispecie 3, 2009/2010/2011)?
  • I costi di gestione debbono essere ipotizzati per tutto il periodo previsto per la gestione e la durata utile dell’opera, con un massimo di venti anni.
  • Solo se la gestione inizia mentre la realizzazione non è del tutto completata (realizzazione per lotti funzionali e funzionanti) vanno portati in conto i relativi costi di gestione parallelamente al completamento delle attività di realizzazione.

  • 34. Cosa si intende per “servizi” nella tabella 2 dei costi di gestione?
  • Tutti i costi di gestione non ricompresi nelle altre voci di Tabella 2.

  • 35. Cosa si intende per rientri tariffari e non ? E’ possibile avere degli esempi?
  • I rientri non tariffari sono le entrate non conseguenti ad una tariffazione del servizio offerto. Ad esempio, in un teatro i rientri tariffari sono costituiti dal ricavato della vendita dei biglietti mentre un rientro non tariffario potrebbe essere costituito dal canone pagato all’amministrazione proponente da un privato gestore del teatro. Altro esempio di rientro non tariffario potrebbe essere il ricavato della vendita di parte dei box di cui al quesito 31.

  • 36. Come trattare i rientri di gestione costituiti da proventi di bigliettazione per l’accesso al parco archeologico del Comune di XXXX, già in essere prima della realizzazione del progetto di restauro della “Domus Repubblicana” e che continueranno ad essere introitati anche dopo la realizzazione dell’intervento? Devono essere tenuti in conto per il calcolo del contributo richiesto?
  • I rientri da portare in conto debbono essere entrate incrementali nette per l’operazione e il progetto, entrate conseguenti a nuove opere anche derivanti da ampliamento.
  • Se l’intervento di restauro non produce entrate incrementali, l’investimento specifico non configura un Progetto generatore di entrate.

  • 37. Un Comune, proprietario di un immobile di pregio storico e architettonico, composto da due corpi distinti, desidera destinarlo per una parte ad uso di ospitalità e per l'altra ad uso museale, individuando un soggetto privato che possa effettuare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria della parte ad uso ricettivo, e la gestione tanto della parte museale quanto della parte ricettiva. Per la parte museale, il Comune intende presentare un progetto sull'asse 5, ed il cofinanziamento è a carico del bilancio comunale. Per l'individuazione del soggetto privato, ha già emanato un bando destinato a soggetti imprenditoriali, che è stato vinto da un soggetto che ha i requisiti richiesti nel bando. Il soggetto privato si impegna a versare al Comune un canone per il periodo di gestione (20/30 anni). Premessa la situazione, formulo il seguente quesito: "Visto che il bando POR Marche asse 5 prevede al punto 2.8 la valutazione del partenariato pubblico/privato, mentre tra i criteri di valutazione prevede una riduzione proporzionale del contributo pubblico, qualora l'intervento proposto si configuri come generatore di reddito; visto che da un'analisi complessiva, l'Amministrazione Comunale valuta che l'offerta economica (canone) possa essere ricondotta pienamente alla parte di attività di natura imprenditoriale (ospitalità) e che, conseguentemente, non possa essere riconducibile ai servizi non imprenditoriali e a valenza pubblica (museo), si chiede quali conseguenze può avere per il Comune la partecipazione al bando dell'asse 5 POR FESR nelle condizioni sopra esposte."
  • L’Amministrazione comunale deve fornire evidenza che il “…canone…” è imputabile esclusivamente alla parte ricettiva, sia in termini di investimento che di gestione. In caso affermativo il canone stesso potrà non essere considerato come rientro non tariffario, fermo restando che il finanziamento richiesto al POR FESR si riferisca alla sola parte museale. In ogni caso se il progetto prevede la tariffazione dell’ingresso alla parte museale, va considerato Progetto generatore di entrate.

  • 38. Relativamente al punto “2.5 – Contesto territoriale” della domanda, i riferimenti riportati nella “guida alla compilazione” (PAI, Rischio idraulico, Demanio, Ottica di bacino, etc.) sono da indicare soltanto nel caso di operazioni interessanti espressamente la difesa del suolo?
  • Il Bando riporta al punto 2.5 letteralmente “…Per le operazioni interessanti la difesa del suolo…”. Nulla impedisce che informazioni riguardanti il contesto territoriale vengano fornite per altre operazioni.

  • 39. Un PIT è relativo solo ad operazioni di cui alle attività 5.2.1 e 5.2.2: in tal caso, trattandosi di interventi volti alla riqualificazione ed al completamento di siti di particolare pregio che consentono una migliore fruizione del patrimonio storico-culturale - paesaggistico e non danno luogo alla produzione di beni/servizi (se non in misura del tutto irrilevante rispetto alla finalità ed alle dimensioni finanziarie dell’operazione, quali ad esempio biglietti di ingresso a prezzi simbolici), è corretto considerare tali operazioni quali NON generatori di entrata?
  • Se gli “…interventi…” di cui si chiede il finanziamento si riferiscono a nuove opere o opere addizionali in grado di produrre entrate incrementali nette le operazioni vanno considerate Progetti generatori di entrate pari a quelle effettive, anche se modeste.

  • 40. Nel caso di operazioni non qualificabili come Progetti Generatori di Entrata, può essere omessa la compilazione della tab. 5 “Redditività della gestione – Flussi” ?
  • La Tab. 5 va compilata “Solo per le operazioni che prevedono la successiva gestione di opere destinate alla produzione e alla vendita di beni e servizi” (Bando pag. 54).
  • Sempre il Bando (pag. 72) recita per “…opere per le quali non sono prevedibili rientri si tratterà di programmare la copertura del deficit di esercizio…” quindi va riempita la Tabella 6 “Piano Finanziario” dove alle voci rientri verrà assegnato il valore 0.

  • 41. Relativamente all’Analisi finanziaria (sezione 6), esiste la possibilità di inserire anche una valorizzazione “economica” (costi/benefici) dell’operazione oppure ci si deve limitare alla sola analisi degli aspetti “finanziari”, tenendo conto che in quest’ultimo caso gli indici (quale ad esempio il VAN) potranno essere negativi?
  • L’analisi deve essere impostata solo su valori finanziari, in quanto finalizzata ad evidenziare la redditività e la sostenibilità finanziaria nel tempo dell’operazione e del progetto.
  • L’evidenziazione di esternalità economico-sociali può essere inserita in altre sezioni per essere considerata in sede di valutazione complessiva del progetto.

  • 42. La lettera e) del paragrafo 9.2 documentazione da allegare alla domanda di partecipazione (pag 26) del bando si riferisce agli atti di approvazione degli elaborati progettuali dei singoli interventi o della scheda dell’operazione complessiva? Nel caso in cui gli interventi proposti si trovino a uno stadio di progettazione preliminare di massima quindi non approvati con specifici atti è sufficiente approvare la scheda dell’operazione?
  • La lettera e) del paragrafo 9.2 fa riferimento agli atti di approvazione degli elaborati di ogni singola operazione del progetto integrato. Dovrebbe essere approvato anche il progetto preliminare di massima. Si tenga conto del fatto che il criterio 1 di valutazione (stato della progettazione)attribuisce zero punti ad operazioni prive di progettazione approvata o qualora non vengano fornite sufficienti informazioni.

  • 43. La scheda del progetto integrato deve essere approvata dall’ente capofila?
  • Il bando non lo richiede.

  • 44. La fase di gestione da prendere in considerazione può essere inferiore al periodo dell’ammortamento del bene? E’ sufficiente considerare nel periodo di gestione e quindi impegnare l’ente per un periodo di 5 anni dalla chiusura del programma come previsto dal regolamento comunitario? Ovvero nella tabella relativa all’analisi finanziaria arrivare fino al 2018?
  • L’ente nel progetto deve prefigurare un periodo di gestione di almeno 20 anni, a meno che l’intervento non esaurisca prima ogni sua utilità.

  • 45. Nel caso l’operazione preveda interventi con tempi di ammortamento diversi l’ammortamento tecnico può essere calcolato prendendo a riferimento tempi specifici per ogni singolo intervento?
  • Ogni specifico intervento deve essere considerato in relazione alla relativa ipotizzata vita utile, che può quindi risultare diversa per “…interventi…” distinti.

  • 46. Nel caso in cui gli interventi non presentino carattere di continuità come indicare le coordinate cartografiche nel riferimento Gauss-Boaga, Roma 40, Fuso Est – nel caso di interventi su percorsi ci hanno detto di calcolare “lo stralcio cartografico di tutto l’intervento su CTR 1:10.000 prendendo a riferimento le coordinate del punto finale e iniziale del tratto interessato per le rappresentazioni lineari si strade e fiumi” – ma se riguarda tratti non contigui?
  • E’ opportuno indicare comunque una coordinata di riferimento, evidenziare la problematica nel campo “note” del modulo della scheda operazione ed inserire uno stralcio cartografico completo.

  • 47. Nel caso in cui la dimensione territoriale dell’intervento riguardi più comuni non rurali va selezionata la voce “non pertinente”?
  • La voce “non pertinente” è residuale rispetto alle altre opzioni per cui va selezionata nel caso in cui la dimensione territoriale dell’operazione non possa ricondursi alle altre categorie specifiche presenti in tabella.

  • 48. Nel caso l’operazione riguardi più interventi ad uno stadio di avanzamento diversi e il CUP è disponibile solo per l’intervento già esecutivo nella scheda va inserito quello? Poi in seguito occorre richiederlo anche per tutti gli altri?
  • Il CUP deve essere richiesto anche per i livelli inferiori di progettazione.

  • 49. Nel caso di operazioni comprendenti più interventi si inserisce il CUP dell’intervento di importo più elevato?
  • Si rimanda al portale dedicato http://www.cipecomitato.it/cup.

  • 50. Nel caso in cui l’operazione preveda interventi non esecutivi e quindi non siano state individuate le risorse è possibile inserire nella scheda il CUP provvisorio (quindi quello che si ottiene compilando – sul sito del CIPE - solo la parte anagrafica del progetto) e registrare in seguito ad avvenuta approvazione del contributo la parte finanziaria?
  • Sì, è possibile e comunque per approfondimenti si rimanda al portale dedicato http://www.cipecomitato.it/cup.

  • 51. E’ possibile presentare interventi che non ricadano nel territorio comunale di competenza previa autorizzazione da parte del comune competente? Se si, la gestione successiva potrebbe essere garantita a un terzo soggetto attraverso un rapporto regolato da una convenzione? (nello specifico è possibile che: un’ operazione preveda interventi del parco ricadenti in due comuni quindi un comune autorizzi l’altro a progettare e realizzare gli interventi e poi la successiva gestione sia garantita dal Parco – essendo la valorizzazione del territorio una funzione istituzionale dello stesso - attraverso una convenzione?)
  • Si, è possibile, fermo restando il rispetto delle condizioni e criteri di ammissibilità previsti dal Bando. In ogni caso l’assetto organizzativo di tutte le operazioni e del progetto integrato deve risultare chiaramente descritto e documentato nei termini richiesti dal Bando, sia per la parte realizzativa che per la parte gestionale (in particolare Sezione 2, Sezione 4 e Sezione 5, pag. 73 e 74).
  • Non sembra possibile che un Comune (a che titolo?) possa presentare interventi su altri Comuni a meno che non si configuri un rapporto progettuale. In ogni caso il Comune sul cui territorio insistono i progetti deve essere parte del Progetto, a meno che l’ente non sia il Parco.

  • 52. Linea di intervento RISCHIO IDROGEOLOGICO - Ipotizzando di intervenire sulla vasca di laminazione esistente nel Comune di XXXX, limitatamente alla porzione ricadente in area R3, è possibile prevedere esclusivamente interventi di "miglioramento della fruibilità delle aree di intervento", visto che le opere di messa in sicurezza idraulica risultano già realizzate?
  • Se sì, le opere previste possono interessare marginalmente - per motivi di continuità funzionale - l'area della vasca di laminazione ricadente in zona R1?
  • La linea di intervento 5.1.2.53.01 risponde all’obiettivo operativo di migliorare la gestione dei rischi idrogeologici attraverso interventi di prevenzione. Si ricorda che hanno priorità quelle situazioni, individuate dalla programmazione di settore, che presentano i maggiori livelli di rischio e di pericolosità. La fattispecie ipotizzata sembrerebbe invece non pienamente rispondente ai contenuti della linea di intervento e delle linee guida regionali, come sopra riassunti.

  • 53. Negli interventi di bonifica sono ammissibili le spese per la rimozione di amianto?
  • Nell’ambito di tale attività non sono ammissibili i costi sostenuti per interventi di rimozione di amianto e per ristrutturazione edilizia.

  • 54. Tab. 1: Voce di spesa del Responsabile Unico Procedimento: in quale riga va indicata?
  • Gli incentivi per il RUP, rientrando tra le somme a disposizione dell’amministrazione, dovrebbero essere ricondotti ad una delle tipologie di spesa previste dall’art.12, comma 1, lett. b) del DPR 554/99.

  • 55. Tab. 6: le risorse stanziate dai Comuni vanno indicate semplicemente come "risorse proprie" (riga 5) oppure va specificato (dato che i Comuni ricorrono a mutui, come Cassa DD.PP.) il finanziamento inserendo il piano di ammortamento delle rate nelle voci 12 e 13? E' inoltre necessario specificare nella scheda descrittiva la capacità di indebitamento del comune al fine di poter ricorrere al mutuo?
  • Le “…risorse stanziate dai Comuni…” vanno inserite nelle “Risorse proprie” di riga 17 della Tabella 6, in quanto voci di copertura del fabbisogno.
  • Le righe 12 e 13 si riferiscono invece a voci del fabbisogno finanziario da coprire in corso di gestione ed in esse vanno riportati i valori delle somme che le Amministrazioni debbono restituire a fronte dei mutui contratti per dar luogo agli investimenti previsti. La verifica della capacità di indebitamento dell’Ente non è compito del Nucleo o della valutazione ma degli organi interni dell’Amministrazione.

  • 56. Il finanziamento FESR avviene per SAL? Quanti ne possono essere richiesti?
  • La liquidazione del contributo pubblico concesso, a norma del paragrafo 15 del bando, avviene in tre rate: un primo anticipo (pari al 35%) ad avvenuta consegna ed inizio lavori; una seconda liquidazione (ulteriore 35%) quando il beneficiario attesti di aver sostenuto spese pari ad almeno il 35% del costo ammesso dell’operazione; il saldo finale (30%) ad avvenuta presentazione della domanda di rimborso finale.

  • 57. I valori dei costi di gestione ventennale si possono indicare a prezzi costanti o è necessario stimare un adeguamento in base all'aumento del costo della vita?
  • I costi possono essere stimati tenendo conto anche di una stima inflattiva per essere maggiormente realistici.

  • 58. Il cronoprogramma da allegare si intende quello relativo ai lavori?
  • Per ogni operazione, andrebbe allegato il cronoprogramma previsionale delle diverse fasi procedurali, realizzative e di spesa.

  • 59. La tavola 1:25.0000 richiesta in allegato ad ogni scheda operazione che notizie o dati deve contenere?
  • L’applicazione del criterio di valutazione 5 presuppone la conoscenza del "...bacino di utenza e/o della popolazione..." : la tavola 1:25000 deve essere di "...inquadramento territoriale..." e fornire quindi supporto alle indicazioni "...sui valori di utenza e/o della popolazione su cui si esplicano gli effetti del progetto...". Sulla tavola potrebbero, per esempio, essere evidenziate le aree presumibilmente interessate dall'intervento così come i comuni e le popolazioni coinvolte ed altre informazioni similari, ritenute significative dal progettista.

  • 60. Sezione 10 – coerenza con il percorso provinciale di confronto e approfondimento
  • E’ necessario (o sufficiente) allegare la scheda di interesse che il comune capofila ha consegnato alla Provincia nel marzo 2008 in nome e per conto del raggruppamento di comuni o devono essere indicate ulteriori notizie?
  • In linea generale occorre dare evidenza, con ogni documento ritenuto utile, della coerenza dell’operazione proposta con le priorità programmatiche esplicitate dalla Provincia di competenza. La scheda può reputarsi sufficiente ove contenga un’esauriente descrizione delle condizioni di coerenza.

  • 61. Specifiche in merito al punto B della priorità provinciale, per la provincia di Macerata (pag. 97) del bando.
  • v. precedente risposta.

  • 62. Per le analisi di domanda ed offerta sono state redatti schemi e tabelle, che difficilmente possono essere inseriti nel programma informatico, pensavamo di provvedere con allegati in aggiunta alla scheda operazione o PIT stampate.
  • Ogni supporto documentale ritenuto utile dal proponente per una migliore interpretazione e valutazione della propria proposta può essere allegato.

  • 63. La Provincia per candidarsi quale Ente capofila di un PIT deve:
  • 1. partecipare al PIT con un’operazione / intervento?
  • 2. rispettare il limite di intervento, laddove previsto, di 150.000,00 € finanziando l’operazione/intervento al pari degli altri beneficiari, ovvero può intervenire finanziando un’operazione/intervento all’interno del PIT a beneficio di tutti i partecipanti senza richiedere il contributo a valere sull’Asse V?
  • 3. nell’ultima ipotesi qual è l’importo minimo proponibile?
  • La compartecipazione tra più amministrazioni pubbliche ad un determinato progetto deve rispondere a ragioni funzionali e concrete di partnership progettuale ed attuativa. L’intensità del grado di partecipazione di uno dei partner (in questo caso la Provincia) non può, pertanto, tradursi in una generica adesione ma va esplicitata in termini concreti, con un congruo impegno finanziario.

  • 64. E' ammissibile un progetto su un' area archeologica (tempio romano) di proprietà demaniale?
  • Sì, allegando tutte le autorizzazioni, concessioni, permessi, ecc. necessari alla realizzazione dell’intervento (cfr. anche risposta al quesito 14).

  • 65. E' ammissibile un intervento/progetto su una cripta romanico-gotica di proprietà della curia? La navata sinistra della chiesa è già in comodato gratuito e il comune vi ha allestito un museo dei mestieri.
  • v. risposta al quesito 14.

  • 66. Di quanti anni deve essere il comodato o il contratto di gestione per rispondere alla definizione di un tempo "congruo"?
  • v. risposta al quesito 14.

  • 67. Nel caso affermativo come si deve concretizzare la disponibilità del bene (comodato d’uso, affitto per quanti anni)?
  • v. risposta al quesito 14.

  • 68. Quali sono gli indicatori delle aree di particolare pregio ambientale?
  • Occorre fare riferimento ai contenuti delle linee guida, paragrafi “Aree e siti di pregio ambientale (fuori dal sistema Natura 2000)” e “Priorità individuate a livello provinciale”, nella parte relativa agli interventi in aree o siti di particolare pregio ambientale (diversi dai siti Natura 2000).

  • 69. Alla luce della recente modifica dell'art. 55 del Reg. CE 1083/2006 in materia di Progetti Generatori di Entrata, che ne circoscrive l'ambito di applicazione alle sole operazioni di importo superiore ad 1 mln di Euro, è prevista una semplificazione delle tabelle finanziarie nella Sezione 6? In particolare si chiede se la Tab. 5 "redditività della gestione - flussi" debba essere comunque compilata.
  • La Tabella 5 deve essere compilata per tutte le operazioni che prevedano “…la successiva gestione di opere destinate alla produzione e alla vendita di beni e servizi.” (Bando pag. 54), indipendentemente dalla classificazione regolamentare, per rendere possibile l’applicazione di tutti i criteri di valutazione.

  • 70. Nel caso in cui l'operazione venga effettuata su beni non di proprietà del proponente (ad esempio: una chiesa, un monumento demaniale, etc.) quali sono le forme contrattuali da utilizzare (ad esempio: comodato d'uso, concessione, affitto, etc.) affinché l'operazione sia ammissibile e finanziabile?
  • v. risposta al quesito 14.

  • 71. Il Bando prevede che alla domanda di partecipazione il Comune beneficiario dovrà allegare la documentazione attestante l'impegno relativamente alla copertura della quota di finanziamento a suo carico. In merito il Comune di XXXX non ha ancora approvato il bilancio, anche se ha previsto nel Piano degli investimenti tale spesa a suo carico. Attualmente non sappiamo se entro la data di scadenza di presentazione della domanda il bilancio sarà approvato e se il piano degli investimenti potrà subire delle modifiche. In questo caso qual è la documentazione necessaria per attestare l'impegno finanziario della quota a carico del Comune?
  • Il documento che attesta la copertura a carico del Comune è rappresentato dal Bilancio. Se il Comune non ha ancora approvato il bilancio 2009 sarà necessario predisporre una variazione di bilancio specificamente per il progetto.

  • 72. Per quanto riguarda la bonifica dei siti contaminati l'importo che si espone nella domanda di partecipazione al Bando è stimato, in quanto si tratta di un processo molto articolato in cui ogni fase della bonifica è legata ai risultati della fase precedente. In questo caso può essere sufficiente un atto di impegno anche se l'importo non è previsto nel piano degli investimenti e del Bilancio?
  • L’impegno finanziario del beneficiario deve trovare riscontro nel bilancio e nel piano degli investimenti.

  • 73. Nel caso dell'intervento relativo al comune di YYYY è stato inserito, nel quadro preliminare, il costo relativo agli espropri delle aree di proprietà privata ove l'intervento è previsto.
  • Tale cessione, già concordata verbalmente con i privati, in questa fase deve essere sottoscritta con un accordo preliminare che verrà allegato alla scheda o si ritiene non necessario?
  • Si ritiene necessario che venga sottoscritto già in questa fase un accordo preliminare da allegare alla documentazione. Si deve dare conto anche dei tempi previsti per le procedure espropriative.

  • 74. Come documentare l’esistenza di entrate derivanti da progetti realizzati nell’ambito di un PIT? Nel caso di specie un’operazione del PIT è rappresentata dal consolidamento/rifacimento della copertura di un teatro. Può essere considerato come progetto generatore di entrate? Il teatro è già in funzione e dà luogo ad entrate per la vendita di biglietti ed abbonamenti; anche dopo l’esecuzione del progetto resterebbe la funzionalità della biglietteria, che non può però essere ad esso imputata in modo diretto. Si configura in questo caso la tipologia di progetto generatore di entrate?
  • I rientri da portare in conto debbono essere entrate incrementali nette per l’operazione e il progetto, conseguenti a nuove opere anche derivanti da ampliamento. L’investimento specifico non configura un Progetto generatore di entrate.

  • 75. Sezione 6 “Analisi finanziaria” della scheda – operazione. Nella Tab.3 è previsto che si inseriscano come rientri i soli rientri correnti derivanti quindi da eventuali beni/servizi a tariffa o da non meglio precisati rientri non tariffari (che nel caso analizzato, riguarda un bene culturale da utilizzare anche come spazio per mostre, e quindi si presume che siano rappresentati dai ricavi per la concessione in uso dello spazio a soggetti diversi dal Comune proprietario, appunto per mostre ed eventi). Nella Tab. 2, i costi di gestione comprendono sia i costi vivi di gestione, quindi utenze, personale e simili, sia l’ammortamento tecnico (costo di realizzazione diviso numero di anni). Appare evidente come, non inserendo tra i ricavi anche le risorse (POR e proprie) a copertura dell’investimento, né i fondi comunali messi a disposizione per la copertura dei costi ordinari, come invece ci sembra si faccia usualmente nel calcolo del VAN di un investimento, i flussi finanziari non possano che risultare decisamente negativi. Nella Tab.5 si ottiene un flusso netto attualizzato fortemente negativo, mentre, come risulta dalla successiva tabella 6 – Piano Finanziario, si ha la totale copertura dell’investimento e dei costi correnti. Detto questo, non appare perciò chiaro il senso della tabella 5. Si chiede come trattare la questione e di avere indicazioni su come verrà valutato questo valore negativo del flusso netto attualizzato in sede di esame della documentazione.
  • In Tabella 3 i “…ricavi per la concessione…” possono essere inseriti alla voce “Rientri non tariffari”.
  • Sempre nella Tabella 3 alla voce “Contributi pubblici c/o gestione” possono inserirsi i “…fondi comunali messi a disposisizione per la copertura dei costi correnti…” così come ogni altro fondo destinato a supportare la gestione.
  • La Tabella 5 - da compilarsi “solo per le operazioni che prevedono la successiva gestione di opere destinate alla produzione di beni e servizi..” (Bando pag 54) - permette di valutare se le risorse consumate nell’iniziativa sono inferiori o meno a quelle ricavabili e serve - unitamente alla Tabella 6 - a supportare, in sede di valutazione, l’applicazione dei Criterio 11 e 12 (“Affidabilità del Piano finanziario” e Partenariato Pubblico Privato) con particolare riferimento all’assegnazione del punteggio massimo (Bando pag. 96).
  • La valutazione economico-finanziaria ha lo scopo di verificare la sostenibilità autonoma del progetto, quindi l’equilibrio prospettico della gestione basata su costi e ricavi del progetto. I contributi comunali a copertura della strutturale diseconomicità e i fondi per la copertura degli investimenti non possono essere consideratii, in questa sede, in questa prospettiva.

  • 76. La tabella 6 della sezione finanziaria non permette di inserire i costi di manutenzione straordinaria successivi al 2013. Ciò significa che non vanno considerati i costi della manutenzione straordinaria dell’opera previsti successivamente al 2013?
  • La scelta di contingentare le proiezioni dei beneficiari, per la fase di realizzazione, al 2013 (invece che al 2015) discende dall’aver stimato in 5 anni i tempi medi di realizzazione delle operazioni e dei progetti integrati. Il cronoprogramma procedurale di realizzazione previsto dal bando ha pertanto previsto 36 mesi (+ altri 6 di eventuale proroga), con decorrenza dal decreto di concessione, per il compimento delle operazioni e per l’ammissibilità delle spese.

  • 77. Nella parte relativa al progettista nel caso in cui ci sia un gruppo di progettazione cosa si deve inserire? Può bastare la denominazione dell’ATI che ha vinto la gara senza indicare il numero d’iscrizione all’albo del progettista?
  • Sì, è sufficiente.

  • 78. Nel caso in cui invece si tratti di progettazione preliminare di massima interna e quindi il progettista non sia iscritto all’albo è possibile indicare “progettazione interna all’ente” solamente?
  • Sì, è possibile.

  • 79. Ammissibilità delle spese - Sono ammesse a finanziamento precedenti finanziamenti regionali? Ad esempio se ho un progetto finanziato con una legge regionale posso incrementare il valore del progetto chiedendo un ulteriore contributo dei fondi FESR (nel caso specifico le risorse del finanziamento sulla legge regionale e quelle di cofinanziamento dell’ente sarebbero la parte di cofinanziamento dell’ente sul progetto ampliato da presentare sul bando FESR)?
  • v. risposta sub 20.

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