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Progetto School to Work

Nome progetto School-to-WorkEU - Exchanging good practice and experience in the School-toWork transition process in Europe
Programma Programma comunitario per l'occupazione e la solidarietà sociale - Progress
Durata del progetto 12 mesi
Inizio - Fine 01/02/2013 - 31/01/2014
Contributo comunitario accordato € 232.455,36
Partner promotore LP. Inforcoop - Istituto Nazionale di Formazione della lega Cooperative e Mutue Soc.coop. a r.l, Italia
Partner Il progetto coinvolge 10 organizzazioni da 7 stati membri ed indirettamente alcune organizzazioni europee (reti a cui appartengono alcuni dei partner).
LP. Inforcoop - Istituto Nazionale di Formazione della lega Cooperative e Mutue Soc.coop. a r.l, Italia 
PP.1 Regional Mission for Insertion and Employment in Charleroi, MIREC, Belgio 
PP.2 Cracow University of economic, Polonia
PP.3 Federacion de Asociaciones de mujeres empresarias en la economia social, Spagna 
PP.4 Maison de L’emploie de la formation du Cotentin, Francia 
PP.5 National  association for family action ,  Spagna 
PP.6 GEBALIS, Portogallo
PP.7 WORKOPP, Italia
PP.8 Regione Marche, PF Politiche comunitarie e autorità di gestione FSER e FSE, Italia
PP.9 Adult training Center of the Municipality of Hannover, Germania
Background

La situazione dei giovani nei mercati del lavoro di UE costituisce problema economico-sociale serio: la crisi ha condotto ad un aumento drammatico nella disoccupazione giovanile nell'UE, che ha raggiunto 21% nel quarto trimestre di 2010 da 15,7% in primavera 2008.
Tuttavia, la crisi ha esacerbato soltanto gli ostacoli strutturali per i giovani nell'accesso ad un'occupazione remuneratrice e sostenibile.

La disoccupazione nei paesi che usano l'euro è ora al suo più alto livello da prima dell'inizio della valuta unica nel 1999.
I fattori classici per disoccupazione giovanile sono citati spesso nella ricerca di occupazione, come istruzione bassa e gli alti tassi abbandono scolastico. Ma inoltre i problemi sociali di integrazione (come il crimine o l'abuso di droga) causano la disoccupazione. In molti paesi ci sono problemi di integrazione delle minoranze o delle persone con il fondo di migrazione. Ed inoltre la maternità iniziale è un fattore per i problemi di occupazione in molte società. La maggior parte di questi fattori non vengono da soli, per cui è  necessario  affrontare la combinazione di vari dei fattori citati per combattere la disoccupazione giovanile e la transizione fra istruzione scolastica ed il mercato del lavoro.

I giovani che non sono né occupati, né inseriti nei canali dell’istruzione o della formazione (NEETs) sono a rischio di rimanere senza lavoro, poveri ed esclusi socialmente  La proporzione di NEET dalla popolazione totale nei 15 - 24 gruppi d'età, secondo  il rapporto sull'occupazione 2010 in Europa della Commissione europea, dà una misura generale della parte della gioventù che sono lasciati in un condizione di esclusione da ogni contesto. Quasi 16% di 16-24 anni erano in questa situazione alla conclusione dell'anno scorso. I dati indicano che una maggioranza della gioventù nella condizione di  NEET rimangono in questa condizione solamente e in via  transitorio, sebbene è provato che, in parecchi Stati membri UE, una parte dei giovani possa rimanere per troppo tempo in quella situazione, vista e l'esistenza di  gruppo di giovani svantaggiati che sono difficili da mobilizzare in lavoro.
Pertanto sorge da tempo oramai la necessità di approfondire, rafforzare e operare anche lo scambio di buone pratiche per  affrontare  questa situazione, necessità che chiama in causa  tutti gli attori che in ogni paesi operano in questo campo, (privati ed uffici di collocamento pubblici, università, servizio pubblico, sindacati, sistemi di imprese, CEE.).

Lo scambio la pratica buona e dell'esperienza è uno degli obiettivi inoltre al centro della strategia europea per l'occupazione (EES), che ora è una parte integrante della strategia 2020 di Europa, e alla base della strategia globale dell'UE.

Obiettivi del progetto

Il progetto punta ad analizzare le politiche e le misure direttamente indirizzate a favorire l’occupazione  giovanile nei piani d'azione, nella legislazione nazionale e nei programmi operativi regionali, (se pertinente), per valutare il ruolo corrente e potenziale delle procedure di transizione del Scuola-lavoro, sostenere gli obiettivi delle strategie suddette e promuovere l'inclusione e l'occupazione sociali.

I fondi a finalità strutturale ed in particolare i programmi operativi del ESF inoltre saranno analizzati per identificare ed esaminare le misure e gli strumenti preveduti per sostenere lo sviluppo delle azioni e delle attività di transizione del scuola--lavoro messe a fuoco su NEETs.

In ogni paese partner, saranno analizzate best practices e saranno realizzate delle visite di studio per conoscere le misure messe in campo e le politiche attivate. Le best practices saranno raccolte in un apposito catalogo. Il risultato di questo processo di analisi che vede  partecipazione di  ricercatori ed i professionisti, sarà  la produzione di alcune raccomandazioni strategiche per le politiche integrate che saranno discusse con i responsabili politici e saranno diffuse per migliorare il coordinamento  dei fondi a finalità strutturale, dell'occupazione e delle politiche dell'inclusione per un migliore inserimento dei giovani e dei gruppi vulnerabili.

I principali risultati  concreti del progetto sono:

  • Analisi di contesto dei vari paesi membri partner del progetto;
  • Visite di studio;
  • Seminari nazionali;
  • Conferenza europea;
  • Catalogo di best practices;
  • Linee guida strategiche;
  • Area di web di progetto.

Il progetto riguarda la tematica della transizione scuola-lavoro e in  particolare si punta ad analizzare le best practices emergenti sviluppate nei vari contesti locali che favoriscono  sistemi di passaggio scuola lavoro maggiormente efficaci e veloci. L'identificazione delle best practices è un processo utile al fine di favorire lo scambio di esperienze e l’apprendimento reciproco di politiche e strumenti tra i vari soggetti e paesi partner del progetto.

Le best practices da selezionare si  concentreranno pertanto sui due versanti e prenderanno in considerazione sia le politiche attivate a livello nazionale che locale che riguardano:

  • politiche del mercato del lavoro attive disponibili ai giovani per migliorare il loro successo professionale;
  • strategie ed azioni per identificare ed attirare NEETs.
Beneficiari NEETS Not in education, employmet and training system.
Le fasi del progetto

WP1: creazione del Comitato di pilotaggio e definizione del quadro di riferimento dei vari paesi partner; per la stesura dei
WP2: preparazione Country report e la identificazione delle best practices.
WP 3: Analisi dei Country Reports, comparazione e selezione delle best practices, organizzazione delle visite studio;
WP 4: Seeminari tecnici, Visite studio e feedback meeting
WP 5: Elaborazione del catalogo delle best practices; le Linee guida a livello europeo
WP 6: Piano di Comunicazione e  disseminazione dei risultati